sabato 1 dicembre 2018

Ecco il progetto WineMOD realizzato per il ristorante "La Piramide"

Nel post dell'11 novembre u.s. vi avevamo illustrato il progetto di realizzazione di una cantina WineMOD in travertino per il rinnovato locale del ristorante "La PIRAMIDE" a Guidonia Montecelio (RM).

Oggi vi mostriamo il risultato finale dopo la posa della nuova struttura modulare WineMOD.

Le dimensioni sono di m.2,26x2,26,quindi una cantina importante intorno ai 5 mq.

Eravamo partiti dal rendering(by Paolo Massini)


   FIG.1- Logo Piramide con lune e sistema di illuminazione.

  
FIG.2-Particolare Modulo a 3 fori.    

            
FIG.3-Gli elementi scatolari (box) per il posizionamento verticale delle bottiglie.



FIG.4- Sala principale del Ristorante "La PIRAMIDE"




FIG.5-Lavoro completato - 113 bottiglie



Ing. Maurizio Massini (Designer WineMOD)










domenica 11 novembre 2018

Un nuovo progetto WineMOD:Ristorante "La Piramide"

Nel mese di ottobre 2018 abbiamo ricevuto una commessa da un noto ristorante di Guidonia M.(RM) ,città di 100 mila abitanti tra Roma e Tivoli.

Il ristorante è  la "Piramide" della famiglia Colaiuta.

I nostri  contatti con Giorgio Colaiuta,hanno prima definito la richiesta del nostro committente a cui è seguito il progetto che è stato accolto positivamente .

Il Nostro progetto si inserisce in una completo intervento di rinnovamento del locale.

WineMOD è un sistema modulare,brevettato,di nostra ideazione che consente di realizzare cantine,angoli bar,lati enoteca con una grande versatilità,proprio per la struttura dei moduli (vediWineMOD sistema modulare per cantine)

Descrizione progetto "Piramide WineMOD":

"Il progetto è nato dall'esigenza del cliente di rinnovare il proprio locale,dando una immagine più funzionale e moderna della location.

Tale rinnovamento si manifesta con una modifica degli spazi interni dove si realizzerà una parete ad L per isolare frigo,banchi e armadi.Tale modifica crea uno spazio ben delineato e moderno.
Il materiale utilizzato,il travertino,con due gradazioni di colore,chiaro e noce,dà un tocco di tradizione che si rifà alla stessa storia del locale e al luogo,la Città di fondazione ,dove insiste il distretto estrattivo del travertino,antico di 2000 anni.

Una nuova pittura a due colori pastello delle pareti con l'effige del logo(PIRAMIDE) del locale,vuole proprio significare l'effetto innovativo.In questo ambito si inserisce la ns cantina WineMOD,che il cliente ci ha richiesto con dei vani libreria che consentano il posizionamento di libri di cucina e letteratura del vino.

Chiaramente il progetto,dovendosi inserire in questo nuovo ambiente,ne assume il mood moderno con una forma quadra di 9 Moduli in larghezza e 9 Moduli in altezza (oltre gli elementi di bordo con tot. 6cm).

Due fasce di travertino noce con altezza pari al modulo standard di 12 cm. o moduli di 24 cm. segnano il design,ricordando la pittura murale e facendo ben inserire il progetto nel locale rinnovato.

La struttura WM è di sicuro impatto ,sia per il posizionamento ben visibile appena si guadagna la sala,sia per la sua dimensione importante e funzionale,con un numero di posizionamenti di bottiglie in orizzontale notevole e con una doppia fascia di box,con interasse sfalsato per il posizionamento delle bottiglie in verticale.
La cantina è coronata da una mensola con fessure per il posizionamento dei calici.


"WineMod consente un design versatile,di pregio e funzionale."


  • Trave di base con scritta "IN VINO VERITAS"


  • Rendering "Progetto WM Piramide"


  • Studio Rendering "Particolare moduli e box"

  • Visuale dall'alto Rendering "Progetto WM Piramide"

Vi diamo appuntamento fra qualche giorno ,per mostrarvi le foto della realizzazione del nuovo progetto "WM PIRAMIDE




A presto.

Ing. Maurizio Massini
Designer WineMOD

domenica 19 novembre 2017

Guarda il mio video sulla RUSTICI DEL TRUSCO,azienda del settore lapideo


Rustici del Trusco srl
via Lago dei Tartari,33
00012-Guidonia Montecelio(RM)
uff.0774.358046
mob.335.6689015

Ing. Maurizio Massini

Schiacciamento di un pilastro:intervento di consolidamento

Lo schiacciamento di un pilastro in cemento armato e' uno dei fenomeni più pericolosi che possa riguardare l'elemento costruttivo funzionale dello scheletro portante di un edificio.

Tale fenomeno consiste nel superamento ,nelle sezioni interessate ,  dei valori di resistenza a compressione del cemento armato.

Generalmente tale fenomeno è provocato  da varie cause  o concause quali l'errato dimensionamento della stessa sezione del pilastro,degrado chimico-fisico del calcestruzzo e cattiva qualita' dello stesso getto del cls.

L'intervento in questione,realizzato nel dicembre 1999,nel comune di Guidonia Montecelio(RM),fu realizzato in tre fasi:


  • Prima fase :messa in sicurezza
  • Seconda fase:accertamento con prove non distruttive
  • Terza fase: realizzazione dell'intervento di consolidamento con "incamiciatura "del pilastro.


Nelle foto che seguono si evidenzia la sintomatologia sul pilastro,ossia il piegamento dei ferri di armatura(foto 1) e il nido di ghiaia(foto 2) che evidenzia la scarsa qualità del getto.

Sull'intonaco si evidenziavano lesioni sub verticali,perpendicolari alla direzione di schiacciamento del calcestruzzo e il conseguente piegamento delle armature in ferro.

La sezione del pilastro era di cm.25x35 e ad un veloce calcolo di massima risultarono agenti sul pilastro ca 120 ton.

             
                 Foto 1-Ferro di armatura piegato                Foto2-Armatura e nido di ghiaia


Il pilastro era situato in una muratura di divisione tra due locali commerciali ,al piano terra di un immobile di 7 piani,realizzato alla fine degli anni '60,in una zona che con la legge 64/74 fu successivamente considerata sismica.L'edificio fu realizzato con fondazione a plinti isolati.



   Foto3-Plinto isolato                                     Foto 4-Scavo al piano seminterrato .



  • Prima fase :Messa in sicurezza.
Ad un sopralluogo di una squadra di VV.F. ,sollecitata casualmente dal proprietario del negozio di ottica,che era sopraggiunta per un altro sopralluogo in un garage dello stesso immobile,la stessa si rende conto della gravità della situazione,contattando funzionari dello stesso Comando VV.F. a Roma.I funzionari sopraggiunti,vorrebbero far sgomberare l'immobile,ma prima compiono un sopralluogo nel piano seminterrato dove sono situati i box dei vari condomini.
A quel piano è possibile visionare il numero,le dimensioni e la distribuzione dei pilastri dell'edificio.Valutata la situazione,rinunciano allo sgombero,ma sollecitano prima verbalmente e poi con un verbale di sopralluogo,inviato all'amministrazione comunale,un intervento celere di consolidamento per evitare la situazione di pericolo per le persone e la salvaguardia delle cose.
Dopo tre giorni dal sopralluogo,il sottoscritto riceve incarico da parte dei tre amministratori del super condominio per intervenire alfine di ripristinare in modo adeguato la situazione.

Accettato l'incarico,suggerivo l'acquisto di tubifix ,per realizzare un banchinaggio atto a mettere in sicurezza il pilastro.Valutavo di togliere un peso di ca 40 ton,non essendo possibile compensare,per motivi logistici,l'intero carico insistente sul pilastro,come già riferito di 120 ton.


Nella foto 5  viene mostrato il sistema di banchinaggio realizzato con i pali e calastrelli,poichè le travi non erano in asse.Il banchinaggio poggiava chiaramente sul piano del seminterrato e con brecce nel solaio soprastante arrivava alle travi del solaio del piano terra.

                     Foto 5-Tubifix con calastrelli per il banchinaggio di messa in sicurezza 

Terminata la fase di messa in sicurezza,fu iniziata la fase di controllo e studio delle caratteristiche dei materiali costituenti il pilastro.


  • Fase due:Controlli non distruttivi (metodo Sonreb)
Successivamente alla fase di messa in sicurezza,si è dato inizio alla fase di controllo delle caratteristiche dei materiali costituenti il pilastro.
I ferri erano lisci,non ad aderenza migliorata, e con lo sclerometro,ma soprattutto con il metodo agli ultrasuoni,si comprese che la qualità del cls non fosse più idonea per l'esercizio  delle proprie funzioni.
Sia i dati provenienti dalle prove sclerometriche e sia quelli provenienti dai dati relativi delle velocità agli ultrasuoni(velocità basse,materiale con fratture) accertarono che la la resistenza meccanica del calcestruzzo non era più idonea:a quel punto si comprese che la sezione del pilastro esistente non poteva essere considerata.
Questo fatto portò a considerare,non più efficace il pilastro per la resistenza a compressione del sovrastante carico di travi e solai.

                      Foto 6- Centratura per le prove sclerometriche e ultrasuoni(metodo Sonreb)





  • Fase tre: Consolidamento del pilastro con intervento di incamiciatura. 


L'intervento è consistito in una "incamiciatura" realizzata con armature che hanno appunto avvolto la sezione deteriorata e che per motivi di sicurezza è stata considerata come non più resistente affidando l'intera resistenza a compressione alla corona realizzata.

Il getto della malta a ritiro compensato,di tipo autolivellante,fu eseguito dal pavimento di un immobile del primo piano,realizzando due fori,uno per consentire il getto e il secondo per permettere la fuoriuscita dell'aria.

Il getto è stato eseguito con malta tixotropica a ritiro compensato della Ruredil di Milano,previo montaggio di una rete di ferri ad aderenza migliorata che corre sul perimetro del pilastro e con un distacco di 10 cm che realizzerà appunto la nuova corona resistente di c.a.
Come già ricordato la resistenza della sezione del pilastro esistente fu ritenuta nulla.

L'esito delle prove di schiacciamento dei cubetti realizzati con questo tipo di malta cementizia (Istedil)hanno dato esiti importanti con resistenza intorno ai 70 MPA(700 kg/cmq),ossia circa il doppio dei valori di resistenza usuali nelle produzioni correnti.

Oggi dopo quasi venti anni ,il suddetto pilastro svolge ancora la sua funzione e non ha mostrato più alcun segnale di disagio statico.

             
                 Foto 7-Particolare armatura                        Foto 8-Preparazione casseri per getto


PRONTO PROFESSIONISTA


Ing. Maurizio Massini
ingmas61@gmail.com


domenica 9 aprile 2017

Cemento armato:lesione longitudinale di una trave.

Il cemento armato,soprattutto in Italia,ha avuto una grande diffusione dagli anni '50 in poi.
La cosiddetta pietra artificiale costituita da cemento,sabbia,inerti e ferri di armatura
 ha consentito di realizzare milioni di scheletri portanti ,costituiti da travi e pilastri,che hanno modificato il nostro modo di abitare,dando vita ai grandi agglomerati urbani.

Si è per molti anni considerato il cemento armato come un prodotto indistruttibile da sottoporre a qualunque stress,in qualsiasi condizione ambientale e per qualunque periodo di tempo.
Ma non è così.Il cemento armato è un'ottimo componente con caratteristiche meccaniche controllabili,con capacità di adeguamento alle necessità progettuali,poichè è colabile in casseri di vario materiale,ma è un materiale che ha bisogno di interventi manutentivi che man mano passano gli anni hanno bisogno di maggiore frequenza.

Quale è il tallone d'Achille del cemento armato?
Principalmente la sua porosità.
La porosità consente all'aria e più precisamente all'anidride carbonica,prodotta in quantità ingente nei centri urbani dal traffico e dalla combustione delle caldaie ,di penetrare nel materiale,modificare il ph del calcestruzzo che diminuendo e quindi tendendo ad una maggiore acidità fa diventare il calcestruzzo più aggressivo rispetto alle armature e facendo diminuire la capacità di passivazione all'ossidazione delle armature stesse,le quali aumentando di volume determinano tensioni interne che creano,con il tempo fessurazioni che realizzano ancora maggiore porosità ,amplificando quindi il fenomeno.(fig.1)

fig.1 fig.2



Mano mano che il processo di carbonatazione va avanti,si presentano appunto fessurazioni negli elementi costruttivi funzionali(es.una trave) con distacchi che possono divenire pericolosi per l'incolumità delle persone e delle cose.(fig.2)

Da notare una annotazione banale,ma forse utile per i non addetti ai lavori a cui questo blog anche si riferisce,che può indirizzare il tecnico verso un problema di carbonatazione,piuttosto che un problema prettamente statico.
In una trave le sollecitazioni caratteristiche principali sono relative al taglio e alla flessione,con lesioni che sulla base della trave dovrebbero essere trasversali e non longitudinali,come appare invece nell'esempio della stessa fig.1 già menzionata.
Peraltro nel caso in questione la trave non era particolarmente caricata,ma era in corrispondenza della copertura dello stabile e questo conferma ancora di più la successiva diagnosi.

Nel caso in questione si evidenzia inoltre una scarsa qualità dell'impasto del calcestruzzo con un basso tenore di cemento ,atteso il colore più tendente al giallo che al grigio(fig.3)

fig.3


Per ripristinare la trave si usano generalmente delle malte cementizie a ritiro controllato e tixotropiche,ossia che consentono alla stessa malta di ritornare solida dopo la cessazione di interventi di miscelazione in cui è liquida,quindi molto utile per la logistica di cantiere poichè esistono sacchetti in genere da 10kg o 25 kg da miscelare direttamente con acqua.

Le fasi dell'intervento di ripristino(fig.4) della parte ammalorata sono generalmente quattro:
  1. Rimozione della parte lesionata con pulizia e lavaggio.
  2. Passivazione dei ferri di armatura con malte cementizie anticorrosive .
  3. Ripristino con malta cementizia tixotropica a ritiro controllato.
  4. Rifacimento intonaco e pittura.
Negli ultimi anni sono entrati in commercio materiali che svolgono la fase 2,3 e il rifacimento intonaco del punto 4 con un solo prodotto riducendo i tempi di posa e quindi i costi.

fig.4


 Per concludere,il fenomeno della carbonatazione è uno dei principali fenomeni di degrado del cemento armato a volte almeno importante quanto la resistenza sismica.

Oggi l'industria dei materiali mette a disposizione dei tecnici materiali di alta qualità e con semplici modalità di impiego.Il tecnico ha quindi un dovere di informazione anche rispetto alle nuove produzioni.

Se questo articolo ritieni sia utile,condividilo.Grazie

Buon lavoro.

Maurizio Massini 



                                                                                         







mercoledì 13 luglio 2016

WineMod 2.0 il nuovo sistema smontabile

Dopo quattro anni dalla realizzazione del modello registrato WineMOD e' allo studio il nuovo modello WineMOD 2.0.

Abbiamo pensato di realizzare un sistema che consentisse di realizzare delle cantinette ,da poter smontare e riusare in caso di esigenze di cambiamento.

Il sistema WineMOD precedente consente di realizzare progetti vari con molta versatilità' ed eleganza,come potrete vedere dalle immagini che seguono:











Il nuovo sistema e' più semplice,più economico e probabilmente avrà una diffusione anche per altri arredi.
Con il nuovo sistema sarà  possibile realizzare ,oltre a cantinette ,librerie e scaffalature.
Nella foto che segue potrete visualizzare il primo prototipo,ancora da perfezionare nei particolari,ma che già 
ha dato buone risposte ai requisiti richiesti:

a)velocità' di montaggio e smontaggio
b)economicita'
c)flessibilità 


Il modello dovrà essere perfezionato,ma il sistema di montaggio funziona.Appena realizzeremo il modello definitivo Vi aggiorneremo.
A presto

Ing. Maurizio Massini-Designer sistema WineMOD